Monte Giove: moto-trekking tra le nuvole

Ieri giornata “rovinata” dalla foschia e dalle nuvole in cui sono stato immerso per tutta la gita… mi ha ripagato invece il viaggio in moto: ho fatto il giro completo del lago Maggiore (all’andata sono passato da Luino e Locarno, al ritorno da Verbania e Arona…): l’avevo già fatto anni fa, sia in bici (che mazzata, più di 200 km!) che in moto… sempre bellissimo, che panorama e che curve! C’è stato anche da divertirsi dietro e poi davanti Caldo ad una Lotus Exige spettacolare… peccato per i numerosi autovelox fissi, ma è giusto così, sono d’accordo… forse il limite dei 50 a volte è esagerato (ci sono di quei rettilinei infiniti…).
Ma ritorniamo a parlare di montagna, sebbene l’abbia solo “calpestata”… perchè da vedere c’era poco!A bocca aperta
La meta prefissata era il monte Faierone: un bellissimo giro ad anello, molto panoramico… durante la salita sarei anche passato dal monte Giove… purtroppo, invece, arrivato al colleto da cui si dipartivano i due sentieri, l’uno per il Faierone e l’altro per il Giove, sono stato investito dalle nuvole basse… ci sarà stata una visibilità non superiore ai 30 metri! Ho così deciso di raggiugere il Giove e non proseguire per il Faierone: ero da solo (non ho incontrato nemmeno un altro escursionista), solo in compagnia di camosci e spari in lontananza (li mortacci!)… non è che desiderassi proprio di rimanere impallinato, ne di perdermi per questi boschi fatati di castagni e faggi… mi è bastato non vedere il panorama dal monte Giove per decidere di rinunciare all’altra cima… non avrei visto una beata mazza, che senso aveva proseguire? Sono stato comunque contento perchè ho potuto continuare lungo un altro sentiero che mi ha riportato al punto di partenza aggirando la montagna dall’altro versante, chiudendo così un giro ad anello… il sentiero di salita ha più volte incrociato una sterratona che parte da Cinzago e che sale fino all’alpeggio di Scierz… un bel percorso per mtb (ho infatti trovato alcune segnalazioni)… ci sono bellissime varianti tecniche per la discesa, bisognerà ritornarci in bici sicuramente (http://www.cannobio-mtb.com/trails/T010/T010.html)

Il sentiero è indicatissimo sin dal paese

Molto curato e caratteristico

Ecco i cartelli: cima raggiunta (Giove) e cima mancata (Faierone)

Sant’Agata domina il Maggiore

La chiesetta di San Luca, immersa in un fitto bosco

Lo sterratone ciclabile

Bell’alpeggio

Marcalone

Abbraccio ligneo…

Si continua ad incrociare lo sterratone… non sembra, ma è molto ripido: solo per ciclisti tenaci!

Il sentierino invece è molto suggestivo… qui ho avuto l’incontro con un bel camoscione: non so chi dei due era più spaventato!

Salgo per la cima del monte Giove… spettrale!

Vedo la croce

E chi lo tocca?! A bocca aperta

Eccomi in vetta: bello il panorama, eh?!

Scendo a Rombiago, tra gli spari dei cacciatori… nascosti per bene… speriamo che quel camosci la passi liscia! Tifo per lui!

Il sentiero è comunque ben segnato… in passato erano zone molto sfruttate dai boscaioli…

Tornato a Sant’Agata le nuvole si aprono e mi lasciano vedere il lago… peccato, ma sul Faierone tornerò, magari da un’altro versante!

Ecco due scatti di Flavio (www.cappef.com): ecco il panorama di cui avrei dovuto godere…In lacrime

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