Safiental: 2 giorni di scialpinismo

12 scialpinisti CAI Varese (in ordine alfabetico: Antonella, Daniela, Edoardo, Enzo, Fabiano, Fabio, Francesco, Gianni, Giuliano, Mauro, Nicola, Paolo) si sono cimentati in 2 giorni di scialpinismo in questa valle sperduta del canton Grigioni, in Svizzera.

Partiti dal Gaggiolo alle 7 di lunedì, giungiamo a destinazione verso le 10. La voglia è tanta così si parte alla spicciolata senza orientarsi troppo. Infatti già dall’auto saremmo dovuti stare più a sinistra (salendo) per raggiungere la cima che ci eravamo prefissati. Poco male, quella che abbiamo raggiunto è 50 m più bassa e a qualche centinaio di metri di distanza dall’altra, quindi non è cambiato praticamente nulla. Sulle cartine è chiamata Zaloener Grat ed è quotata a 2528. Peccato perchè avevo la traccia GPS per la cima che avevamo deciso di fare (Plangghorn). Sarebbe bastato darle un’occhio ogni tanto (ma soprattutto alla partenza) e non avremmo sbagliato. Nulla di grave comunque perchè la sciata è stata spettacolare: con la neve così bella sembra di saper sciare bene! Anche Antonella, che è alle prime armi, infatti se l’è cavata egregiamente, guidata dal suo maestro personale Edo (e che maestro!). L’ultima parte della discesa è stata un po’ problematica perchè siamo scesi molto più a sinistra rispetto alla traccia di salita e quindi abbiamo poi dovuto risalire qualche decina di metri (a scaletta e “pattinando” per ricongiungerci con la strada che avevamo percorso in salita. Qui il GPS ci ha dato una mano, evitandoci una boschina fittissima che qualcuno era disposto ad attraversare pur di scendere.

Dati della gita: 1350 m di dislivello accumulato, 13 km, 6 ore in tutto, traccia gps.

Riprese le auto siamo saliti ulteriormente lungo la valle, con strada stretta, innevata e senza guard-rail in molti punti, fino all’ultimo paese (Turrahus) dove avevamo prenotato per dormire.

L’alberghetto è splendido, ricavato in una casa Walser del XVII secolo… e si vede, o meglio si sente, dalle craniate che ogni tanto si tirano contro i soffitti bassi e i cardini delle porte ancora più basse. Tutto comunque pulito e ordinato. Cena abbondante con fonduta (buonissima) e litri di birra… un po’ caro, ma ne vale la pena ogni tanto. Compagnia spassosa, fame da lupi e il tempo vola. Alle 22, ma forse anche prima, si è a nanna. Siamo tutti abbastanza cotti, anche dall’alcool aggiuntivo offertoci nella cameretta di Daniela & Co. Giustamente Paolo ammette che lo scialpinismo è uno sport che tende a far ingrassare e a diventare alcolisti! Meglio non prendere certe abitudini…🙂 La notte passa, tra i bollori della fondue in digestione e il calorifero elettrico malefico.

Il giorno dopo il meteo non è il massimo, ma rispetto alle previsioni pessimistiche che il gestore dell’albergo gentilmente ci aveva stampato la sera prima, non è poi così male, solo un po’ nuvoloso. Fa abbastanza caldo (-8°C) rispetto alle minime medie di questa valle (-18°C). Si parte direttamente dall’albergo sci ai piedi.

Ci ha raggiunto Enzo che ha dormito al San Bernardino nella sua roulotte. Dopo alcuni convenevoli, Enzo fa quello che tutti ci aspettavamo da lui… uno dopo l’altro li supera e si mette in testa a battere la pista. Io gli sto dietro, seguito da Nicola. Non si vede bene l’andamento dei pendii a causa della luce “soffusa” a causa delle nuvole. Non riusciamo ad avere un buon contrasto nemmeno con gli occhiali da sole e quindi si sale un po’ dubbiosi per la discesa. La neve poi sembra poca in alcuni punti e accumulata in altri (ci deve aver messo lo zampino il vento). Anche di questa gita avevo la traccia GPS (scaricata dal web), ma non serve, questa volta l’abbiamo azzeccata. I tedeschi che hanno passato la notte nel nostro stesso alberghetto (l’unico a dire il vero di questo “paesino”) stanno salendo al piz Tomul, altri al Tallihorn, tutte gite “libere” per prossime puntatine in questa valle.

Arriviamo in vetta al Piz Guw, seguendo per qualche decina di metri una larga cresta. Aspettiamo che arrivino tutti in vetta (anche Antonella, oggi con le ciaspole) e poi via, sempre dietro ad Enzo. Verso la fine si scia sui rododendri e qualche sasso, ma tutto sommato anche questa è stata una bella sciata su pendii mai troppo sostenuti, quindi sicuri per quanto riguarda le valanghe.

Dati della gita: 1020 m di dislivello accumulato, quota cima 2707 m, 8.5 km, in 4h 45min. Traccia gps

Conclusione: splendida vacanzina post-natalizia. Grazie agli organizzatori (soprattutto a Paolo) e grazie al Pandino 4×4 di Fabio. Alla prossima!

Relazioni e foto Paolo: prima gita / seconda gita

Qui le foto di Edo.

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