Dreilander Tour in mtb: 4 giorni tra Italia, Svizzera ed Austria

E’ un giro che sta diventando molto di moda, anche se devo dire che non abbiamo trovato orde di ciclisti… tutto sommato è ancora abbastanza selvaggio. Molti lo fanno appoggiandosi ad un servizio di trasporto bagagli e alberghi di “lusso”, noi invece abbiamo preferito fare i “duri e puri” rimanendo autonomi nel trasporto bagagli e non prenotando alberghi o B&B. Lo zaino un po’ si faceva sentire, soprattutto perchè avendo scelto, ad eccezione dell’ultimo giorno, le tappe versione “hard” (volendo c’erano le alternative soft), i km percorsi e i metri di dislivello erano sempre piuttosto elevati:

1° giorno (Livigno-Scoul):  72,8  km,  1700 m di dislivello

2° giorno (Scoul-Nauders): 60,1  km, 1550 m di dislivello

3° giorno (Nauders-Valchava): 64,7  km,  1455 m di dislivello

4° giorno (Valchava-Livigno): 37,0 km, 1200 m di dislivello

Per le sistemazioni notturne invece non abbiamo avuto grossi problemi… due o tre citofonate e si trovava il posto che faceva al caso nostro… in Svizzera ti pelano, come previsto (anche a causa del cambio sfavorevole), per fortuna l’ultima notte in Svizzera abbiamo trovato un ostello ed un ristorantino economici: viste le nostre condizioni di salute per quella sera sono andati più che bene… eh si, c’è stato qualche problema di salute (virus influenzale che ha beccato tutti e 3). Ho iniziato io, che me la sono cavata con un rigurgito stile “l’esorcista”… poi tutto il giorno fiacco, ma ho tenuto duro. La sera è toccato a Sandro, che però ha passato tutta la notte a “esorcizzare”. La mattina dopo ripartiti sembravamo tutti più o meno a posto… Sandro particolarmente fiacco, ma nient’altro… ma ad un certo punto la situazione è precipitata ed è stato davvero male. L’ammalato delirava chiedendo massaggi cardiaci e posizioni anti-svenimento, urlando “Doctor, doctor!”… Fattostà che dopo 15 min c’era l’elicottero della REGA che caricava il nostro Sandrocchio sulla barella per portarlo sano e salvo in un bel ospedale svizzero, dove verrà dimesso velocemente dopo i controlli di rito… una semplice gastroenterite gli ha rovinato l’ultimo giorno: per sua fortuna era il tratto che già aveva fatto anni fa; almeno non si è perso nulla di nuovo.

Il giorno successivo a quello del rientro è toccato anche a Fabiano, fortunatamente anche lui colpito in forma lieve.

Ma torniamo al giro: mi è piaciuto perchè mi ha fatto scoprire zone che non conoscevo e che volevo visitare già da un po’. Forse è mancata un po’ di discesa tecnica, ma di contro non abbiamo praticamente mai dovuto portare la bici a spinta.

La compagnia è stata ottima ed ognuno di noi ha potuto sfoggiare un po’ delle proprie conoscenze di francese, inglese, tedesco, portoghese…

Danni meccanici:

Mauro:

– un cavo del deragliatore anteriore rotto (ma era prevedibile, era parecchio sfilacciato)

– pastiglie posteriori sostituite per usura

Sandro:

– un forcellino (sostituito con uno universale… funziona ma solo per emergenza)

– pastiglie posteriori sostituite per usura

Nessuna foratura!

Fabiano:

– una ritoccatina alla pressione dell’ammortizzatore

Qui le mie foto: 1° giorno, 2° giorno, 3° giorno, 4° giorno.

Da certi punti di vista mi ha ricordato la via Francigena: la sera mi sentivo sempre con Antonella, così come sulla via Francigena mi sentivo con Federica… ed in entrambi i casi il giorno dopo il rientro è stato quello del fidanzamento “ufficiale”…🙂 Speriamo abbia un altro esito!

6 risposte a “Dreilander Tour in mtb: 4 giorni tra Italia, Svizzera ed Austria

  1. bravo Mauro! sempre preciso e puntuale. Alla prossima avventura……….
    Nel frattempo penso proprio che farò un corso di pronto intervento per le situazioni veramente “difficili” ……..

  2. Bravo Mauro!
    Leggendo i tuoi racconti sto pensando seriamente di affiancare alla bici da corsa una mountain bike.

  3. ….bellooooo, che belle cose !
    Beh, la rega la avete chiamata proprio per nulla, il delirio di Sandro……non è nulla di inusuale.
    Edoardo

  4. Ragazzi, grazie di essermi stati vicini nel momento del ” delirio”😉 .. avrei preferito svenire senza accorgermi di nulla… ma fare fatica a respirare e non sentirmi completamente le due braccia mi ha spaventato motlo !!…

  5. stimare i propri limiti fisici non è cosa semplice, soprattutto quando intervengono più fattori, in questo caso un virus intestinale, stanchezza accumulata in più giorni, temperature elevate… non è bastato prendersela con calma, senza sforzare e spingendo la bici a piedi… nei prossimi tour non mancheranno più nello zaino dei sali mimìnerali… e qualche medicinale…

    • Per il nostro president questo ed altro! Dai, sbagliando si impara… che ci serva da lezione: con la salute non si scherza! Comunque sotto sotto mi è piaciuto vedere in azione da vicino la REGA con l’A109…🙂

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