Langhe in bike

Qui le mie foto.

Alle 7 siamo in bus con le nostra amate bici incastrate a dovere nella stiva bagagli… siamo in 5 ciclisti e 50 escursionisti… il bus sarebbe da 54 posti, ma qualcuno rimane in piedi chiaccherando qua e là…

Alle 10 siamo in sella, direzione cascina Pavaglione, dove facciamo una breve sosta per meglio entrare nel clima Fenogliano (Beppe Fenoglio è l’autore de “Il Partigiano Johnny”) con fotografie e citazioni del libro.

Ripartiamo seguendo i rari cartelli del percorso che ripercorre idealmente la fuga del partigiano… un po’ di fango e qualche solco rendono abbastanza impegnativo il tracciato, ma nemmeno le nostre donzelle hanno problemi… bravissime!

Ad un bivio sbagliamo strada… dopo un centinaio di metri me ne accorgo guardando il gps, ma, dopo una veloce consultazione della carta decidiamo di proseguire… raggiungiamo così la bella chiesa di San Bovo da dove seguiamo dei cartelli della Cinghial Bike. I cartelli verdi sono per crosscountristi (XC), quelli gialli per i freerider (FR)… ovviamente seguiamo quest’ultimi! Antonella mi sbalordisce, affrontando curve e controcurve in pendenza, superando rami caduti di traverso come se fosse una mtbiker navigata! Ottimo, entro un anno scenderà anche dai percorsi più tecnici dando del filo da torcere a tanti ciclisti uomini!🙂 Le salite lunghe invece ancora la spaventano un po’, ma è questione di allenamento specifico… il Campo dei Fiori e la Martica le faranno da palestra quest’inverno…

Ma riprendiamo il percorso nelle Langhe. Scendiamo fino a fondo valle, costeggiando il torrente Belbo per qualche centinaio di metri. Poi riprendiamo a salire lungo via Sant’Elena… l’intuito è giusto e in breve siamo a Sant’Elena dove ci raggiungono anche gli escursionisti a piedi che hanno invece fatto un taglio più in quota… foto alla chiesetta, due morsi giusto per tirare avanti fino alla tanto agognata merenda/pranzo…

Si riparte e subito un ripido strappetto fa qualche vittima (che semplicemente si arrende e sale a piedi)… poi un po’ in cresta per poi scendere fino a raggiungere il rittano (fiumiciattolo) dell’Annunziata, dove decidiamo di non salire per il ripido sentiero che faranno gli escursionisti, ma seguiamo un po’ il torrente per poi finire nuovamente sulla strada asfaltata che costeggia il fiume più grande (Belbo). Anche questa volta poche centinaia di metri in piano per poi risalire sulla sinistra, sempre su asfalto. Sembra studiato a tavolino, ma anche questa volta riusciamo a ricongiungerci con gli escursionisti… questo continuo inseguimento mi diverte non poco… qualche penna con pubblico e ci ritroviamo a dover salire un ripido crinale con bici in spalla… forse avremmo fatto meglio a continuare sulla strada invece di seguire gli escursionisti… ma la compagnia era buona e ci siamo fatti distrarre… poco male, si ride e si scherza e siamo sù. Anto  decide di proseguire su asfalto, noi saliamo l’ultima collinetta per poi lanciarci in discesa alla cappelletta degli Alpini e poi al paesino di San Donato dove ci attende il pullman. Caricati tutti ci porta nel ristorante/cantina dove finalmente appaghiamo i nostri palati. Alle 18, dopo che qualcuno si è accaparrato qualche bottiglia di moscato da portare a casa, si riparte per rientrare. Alle 20:30 circa siamo a Varese.

Gran bella giornata in splendida compagnia! Ottima chiusura di stagione per il gruppo escursionismo e ottima pubblicità (spero) per il gruppo cicloescursionismo/mtb. Alla prossima!

 

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