Rossstock e Bluemberg

in cima al Rossstock

in cima al Rossstock

Un weekend intero libero sia per me che per Antonella: un’occasione rara in questo periodo, quindi da non lasciarsi sfuggire! Meteo ottimale, rischio valanghe basso…

8/3/14: Rossstock – 2461 m (dislivello 1279 m)

Qui le mie foto.

Sabato mattina siamo in viaggio, insieme ad Elio, meta Chappeliberg. Da qui partirebbe una funivia, ma siccome è relativamente presto decidiamo di salire con gli sci direttamente dal paesino. La salita nel bosco mette alla prova la tenuta delle pelli, essendo piuttosto ripida e ghiacciata. Dopo due orette siamo finalmente al rifugio, dove alleggeriamo leggermente gli zaini per proseguire verso la cima del Rossstock. Saliamo senza nessuno davanti, così ci godiamo meglio il panorama. Solo quasi in vetta incrociamo due friburghesi intenti a scendere (uno dei quali scende in telemark!). L’ultimo tratto lo affrontiamo a piedi, indossando i ramponi per sicurezza. Foto di rito in vetta e via di nuovo al deposito sci per non rischiare di far tardi per la cena (fissata alle 18:30). In realtà arriveremo con largo anticipo (come è giusto che sia). Per la discesa optiamo per dei pendii un po’ più sostenuti, puntando il lago sottostante. Tornati all’ombra raggiungiamo la stazione di arrivo della funivia e da lì brevemente, ripellando, raggiungiamo la nostra capanna (Lidernenhutte).

La cena è servita (e devo dire che non è stata affatto male). Dialoghiamo a lungo con la coppia di tedeschi incontrati in cima al Rossstock, i quali anche loro hanno in programma domani la traversata del Bluemberg (scopriremo l’indomani che la maggior parte dei presenti avevano in mente quella gita per il giorno successivo!).

Alle 20:30 siamo a letto, non ci vorrà molto per addormentarsi.

9/3/14: Bluemberg – 2405 m (dislivello 1200 m)

Qui le mie foto.

Sveglia con tutta calma alle 7, così da partire alle 8. Un lungo traverso di qualche km ci porta sotto alle rocce del Bluemberg, raggiunte tramite un canale relativamente ripido (ma che anche Antonella è riuscita a fare senza rampanti). Per raggiungere la vetta dobbiamo mettere gli sci in spalla per superare un salto di roccia. Aiuto Antonella ad indossare i ramponi e a caricarsi gli sci sullo zaino, così decido di non perdere ulteriore tempo ed io non indosso i ramponi, rassicurato dalle decine di scialpinisti che nel frattempo ci hanno superato e che stanno salendo senza (anche perchè c’è un cavo metallico che aiuta nella salita). In pochi minuti siamo in vetta (affollatissima). Elio sbircia sotto per dare un’occhio alla temuta discesa verso la Muotathal. In realtà non è niente di trascendentale, ma la sera prima i due tedeschi l’ “hanno messa giù dura”, parlando di pendii a 45 gradi… effettivamente il primo tratto è bello ripido, ma con la neve morbida è semplice e innoquo. Più in giù abbandoniamo la traccia GPS per proseguire verso Schachen. Passiamo quindi a destra dell’Achslenstock arrivando a circa 1000 m di quota, allungando così la risalita di circa a 400 m. Raggiunto il colle finalmente di nuovo discesa fino all’auto.

Bellissima due giorni, meteo spettacolare, panorami mozzafiato.

Complimentissimi ad Antonella, due gite consecutive con gli sci sopra i 1200 m di dislivello non le aveva mai fatte.

Grazie anche ad Elio per la compagnia e per la pazienza in discesa (Antonella ha bisogno delle sue pause).

 

 

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