Boshorn (3267 m)

eccomi in vetta!

eccomi in vetta!

Qui le foto di Marco. Qui le mie foto.

Gran bella gita, completa e complessa. Dislivello che sfiora i 1500 m, pendenze quasi sempre sostenute, finale alpinistico su cresta rocciosa (breve passaggio di III grado). Quest’anno il mercoledì è il mio giorno libero, Piera e Marco riescono a stare a casa dal lavoro grazie al “contratto di solidarietà”, Gianni è in pensione… è l’ideale per affrontare una gita che la domenica sarebbe frequentatissima!

Alle 7:45 siamo con gli sci ai piedi. Come previsto le temperature si sono abbassate, ma per nostra grande fortuna, il vento previsto è calato, anzi è proprio cessato.

La neve è dura, complice il vento di ieri e le basse temperature. Resisto senza rampanti fino alla rampa della cascata, poi da lì li calzo anch’io. C’è gente che addirittura sale sci in spalla con i ramponi e viste le numerose scivolate forse non era nemmeno così sbagliato.

Salgo bene, senza problemi. Ogni tanto mi fermo per permettere a tutti di ricompattarci. La salita si svolge su diversi pendii ripidi intervallati da brevi pianori. L’esposizione non è di quelle da vertigine, ma comunque meglio non scivolare. Arriviamo allo ski-depot, dove nel frattempo si stanno preparando per la discesa altri italiani saliti prima di noi. Chiedo informazioni sulla percorribilità della cresta: mi confermano che la roccia è pulita, ma che per affrontare il primo pezzo su neve sarebbero utili i ramponi. Mentre aspetto Gianni li calzo. Marco e Piera decidono di fermarsi qui, così io e Gianni iniziamo a salire a piedi. L’esposizione non manca, ma la roccia solida infonde sicurezza. Arriviamo sotto alla paretina, con il passaggio di III grado. Certo, non è difficile, però con gli scarponi da scialpinismo, slegati e a 3200 m non è propriamente banale. Con la dovuta cautela superiamo le difficoltà e siamo in vetta. Il panorama è spettacolare: la parete N del Fletschhorn è magnetica, sarebbe bello riuscire a salirla un giorno!

Foto di rito e poi di nuovo giù che è tardi. Raggiungiamo gli altri, calziamo gli sci e facciamo le prime curve. La neve è marmorea, ma si riesce comunque a sciare.

Fastidiosi i sastrugi ghiacciati che fanno sballonzolare un po’, ma le gambe non sono ancora cotte e riesco a indirizzare gli sci dove voglio io.

Velocemente siamo all’auto. Patatine e prosecco concludono in bellezza questa gita.

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