Pasqua sul Sasso del Ferro

la seconda cascata

la seconda cascata

Le previsioni meteo per Pasquetta sono pessime, sabato pure… ma a Pasqua c’è una finestra di bel tempo, perchè starsene a casa a rimpinzarsi come maiali?

E così, alle 10 siamo a Cittiglio: prima percorriamo il sentiero che porta alle cascate. Anni fa avevo visto solo la prima, oggi invece le vedremo tutte e tre (l’ultima però solo da lontano).

Il sentiero per la seconda e la terza è chiuso perchè è franato in parte: in realtà è percorribile, ma è impegnativo e in alcuni punti abbastanza pericoloso (soprattutto se percorso con terreno umido per la pioggia del giorno prima). La prima cascata si intravede dal sentiero, per vederla davvero  bene bisognerebbe entrare nel fiume a piedi nudi, ma oggi non fa così caldo… sarà per un’altra volta. La seconda merita davvero: sarà alta una 40ina di metri ed è molto scenografica. La terza l’abbiamo solo vista in lontananza: il sentiero per raggiungerla si perdeva nel nulla e di ravanare non avevamo voglia, così abbiamo seguito il bel sentiero che ci ha portato sulla strada asfaltata. Seguendola per meno di un km siamo arrivati così alla “baita dei fungiatt” (Località “I Mulini”) dove abbiamo seguito qualche segno sbiadito (e l’utilissima traccia GPS scaricata da Hikr, a completamento della ben fatta descrizione dell’Oliviero sulla sua nuova guida!).

Saliamo su sentiero su terreno franoso e ripido fino ad un pianoro nel bosco. Ultima rampa ripida e siamo finalmente in vetta al Sasso del Ferro, dove c’è ancora un vecchio skilift, probabilmente usato negli anni 50’… Sgranocchiamo qualcosa, due foto ai fiori di San Giuseppe (così mi dice Antonella) e poi giù, al poggio Sant’Elsa. Qui incontriamo frotte di tedeschi, scaricate dalla bella bidonvia che sale da Laveno. C’è anche un bel ristorante con terrazza panoramica: con “solo” 38 euro potremmo farci il pranzo di Pasqua… ma preferiamo risparmiare e magari gustarci un gelato più tardi, sulle rive del lago. Seguiamo così il sentiero che scende a Cittiglio, seguendo una “tagliafuoco” più divertente senz’altro da fare in mtb che da fare a piedi. A proposito: nel 2010 qui avevano in programma di metter su una specie di bike park, poi è andato tutto a remengo, anche a causa della burocrazia asfissiante. Peccato, perchè di tedeschi (e non solo) ne sarebbero senz’altro arrivati! Va beh, ci tornerò in bici, per perlustrare qualche sentiero tra quelli indicati su una mappa che ho trovato al bar del Poggio Sant’Elsa.

Nel complesso bel giretto da fare quando si ha fretta o quando il meteo non è dei migliori…

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