Breithorn Occidentale e Centrale

Eccomi sulla cresta del Breithorn Occidentale

Eccomi sulla cresta del Breithorn Occidentale

Qui le mie foto. Qui quelle di Marco. Qui quelle di Sergio.

Anche se disdegnata da molti perché molto “addomesticata” dalla presenza degli impianti che arrivano fino al Plateau Rosa, rimane secondo me comunque una bella gita, per l’ambiente (il Cervino è davvero vicinissimo) e per la sciata comunque divertente che offrono i pendii sommitali e le piste più a valle. Ormai gli impianti ci sono, ovviamente non spingo perché ne aprano di nuovi, anzi, ma visto che ci sono perché non usarli per fare una gita in alta quota in giornata… certo, dal punto di vista prestazionale non è il massimo, in quanto essere “scaraventati” a 4000 m in pochi minuti non è il modo ideale per acclimatarsi ed infatti si sentiva più del solito la quota… La salita è breve, sono circa 700 m di dislivello, con un po’ di sviluppo dovuto a qualche tratto in falsopiano. Gli altri miei compagni di gita hanno tutti calzato i rampanti, io preferisco non metterli, anche perché la neve non è ghiacciata. Il programma prevedeva di raggiungere due cime delle tre che costituiscono i Breithorn: il Centrale e l’Occidentale. Come spesso succede però la fatica della salita induce ad apportare qualche modifica che riduca le sofferenze… così Gianni propone di raggiungere solo la cima dell’Occidentale, quella più alta e più battuta. Io però non sono dell’idea, così quando arriviamo ad un bivio tengo la destra in modo da avvicinarmi comunque al Centrale. Arrivo ad un colletto tra le due cime in programma. Davanti a noi altri due scialpinisti stanno salendo al Centrale, così decido che comunque io faccio entrambe le cime. Aspetto però di sentire gli altri miei amici: alla fine solo Marco decide di rinunciare alla seconda cima, gli altri sono facilmente convinti. Lasciati gli sci al colletto saliamo con i ramponi. La neve è molle e solo in pochi punti si rivelano utili i ramponi. Arriviamo sulla cima, scattiamo qualche foto e ammiriamo la cresta che ci attende per raggiungere l’altra cima, l’Occidentale. Torniamo così sui nostri passi, ci mettiamo in spalla gli sci ed affrontiamo l’ultima parte di salita per raggiungere Marco che nel frattempo era già salito in cima all’Occidentale. Una stretta di mano e ci mettiamo in assetto discesistico. Partire sci ai piedi da una cima a 4000 m non è frequentissimo, così ci godiamo le prime curve, su pendio piuttosto ripido. C’è qualche cm di polvere (pochi giorni prima ha nevicato) su fondo duro, ghiacciato. Con attenzione circumnavighiamo la crepaccia terminale (a dire il vero in molti punti coperta) e ci lanciamo per cercare di racchettare il meno possibile sul pianoro… Poi in pista, veramente in condizioni ottime, a parte l’ultimissima parte, ormai palta.

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