Sentiero Bove

Qui le mie foto.

Tre giorni immersi nella natura incontaminata della Valgrande. Con altri 5 amici con la stessa passione per la montagna abbiamo bivaccato per due notti in giro per le creste della val Pogallo lungo il famoso e impervio sentiero Bove, ritenuto uno dei più difficili trekking delle Alpi.

Il primo giorno, partiti da Cicogna, siamo arrivati all’alpe Fornà, sotto al monte Zeda (svalicato salendo da sud-ovest e scendendo direttamente dalla vetta lungo la parete nord).

Il secondo giorno siamo risaliti sulla cresta che collega lo Zeda alla Piota: una volta raggiunta quest’ultima abbiamo puntato al Torrione, il quale presenta tratti attrezzati con catene. Dalla cima siamo poi scesi leggermente attraversando ripidi pratoni con passaggi delicati (quanto preferisco la roccia!).

Vista l’ora solo 3 di noi hanno raggiunto la cima Marsicce, gli altri si sono incamminati verso l’alpe Scaredi stando più bassi. Alla fine dei conti forse sarebbero potuti venire su tutti, in quanto la distanza era pressochè identica (certo con un filo di dislivello in meno).

All’alpe Scaredi, contrariamente al bivacco precedente, abbiamo trovato altri ospiti (svizzeri e/o tedeschi, nessun altro italiano). Abbondante piatto di pasta per tutti grazie a Sara e Carlo che avevano precedentemente compiuto un sopralluogo lasciando saggiamente scorte di cibo (apprezzate anche da qualche simpatico ghiro!). L’acqua a pochi passi dal bivacco ci ha permesso di rinfrescarci (e dopo 10 ore di cammino ci vuole!).

Il giorno successivo abbiamo raggiunto il bivacco alla bocchetta di Campo, ammirando la cima del Pedum (da fare sicuramente in futuro).

Poco più in là hanno inizio le famose strette di Casè, sicuramente uno dei tratti più impegnativi: ripidi canali, sia in salita che in discesa, si alternano a brevi traversi esposti.

Usciti dalle strette si scende lungo i prati di Ghina, poco segnati e quindi da attraversare con attenzione per non perdere il sentiero. Raggiunta l’alpe Cavrua, una faggetta ci porta a Pogallo. Breve sosta e poi di nuovo in cammino verso Cicogna, lungo un bellissimo sentiero lastricato a picco sul rio Pogallo.

Rientrati a Cicogna ci siamo concessi una meritata birra, soddisfatti di questa bell’ “impresa”.

Un’avventura sicuramente faticosa (gli zaini pesavano davvero tanto), a volte insidiosa per roccia ed erba scivolosa, ma forse proprio per questo di grande soddisfazione. La compagnia certo poi ha contribuito a rendere piacevole quest’esperienza, da replicare senza dubbio lungo qualche altro sentiero.

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